
SMALTO
di Alessandro Carbone
“Cosa ne pensi?”.Lei allungo sul divano le gambe e mise apposto la vestaglia a fiori.
Lui le prese un piede e le accarezzo le dita, lo smalto bianco rifrangeva la luce della sala da pranzo.
“Che non faccio nulla”. Rispose allacciandosi i pantaloni.
Lui poi si alzo e cercò il pacchetto di sigarette.
“Dove sono?”
“ Cosa?”
“Le sigarette, dove le hai messe?”
“Io non le ho viste.” Disse alzando il sopraciglio.
Lui usci dal bagno con la sigaretta accesa.
“Perché le hai mese al bagno?” Disse mentre si passava la lima sulle unghie dei piedi.
“Se non fumo non vado”. Ripose lui aprendo la finestra della sala.
Dalla strada venne lontano il rumore di una sirena.
“Sei sicuro? Dico di non volerci ripensare.” Controllò il risultato accostando i piedi vicini.
“Lascia stare, non serve a nulla. Se hanno detto così ci sarà un motivo no? E a me non va di tirarla per le lunghe. Ho sentito di gente che, insomma, non è finita…”. Mosse la mano in aria con tutta la sigaretta. La cenere rotolò sul collo della camicia e da li scese sulla schiena e poi a terra.
“L'acetone nell'armadietto, me lo prendi?”
Lui la fisso per un attimo come si guarda un disegno osceno su una latrina pubblica.
“E' nell'armadietto in basso.”
“Che fai vuoi togliere lo smalto?”
“Prendimelo dai?” Poi continuo ad aggiustare il filo delle unghie con la limetta.
L'uomo entrò nel bagno e si guardò allo specchio e girò il rubinetto, poi apri la patta e pisciò nel lavabo.
“Di che colore è?” Disse guardano nell'armadietto.
“Magari venerdì prossimo non ci vediamo”. Disse lui aprendo la macchinetta del caffè.
“Che vuoi dire?” Disse lei senza togliere lo sguardo dal televisore.
“Che passo la notte con mia moglie, sono tre venerdì che torno alle 2 di notte.”
“Mi conosce Marta sa che sono solo la tua segretaria e si fida di te, a Natale scorso ha chiesto consiglio a me sul regalo da farti.” La vestaglia le cadeva lenta e un seno le rimaneva scoperto.“Senti poi a me non frega nulla, passa la notte con chi vuoi, fai quel che ti pare.”
Lui mise le mani vicine alla fiamma della gas e sentì venire su il caffè.
“Manca meno di un mese a Natale quindi dimmi che vuoi così consiglio tua moglie.”
E allungo la e con una risatina divertita.
Lui si riempì la tazzina e ne prese un sorso amaro.
La fissò con uno sguardo lontano, poi si mise una mano sulla bocca dello stomaco e storse le labbra in una smorfia di fastidio.
Nessuno, ma proprio nessuno sentì i tre colpi di pistola.
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