
PENSIERO IN 3 MOVIMENTI
di Alessandro Carbone
Andata
Qualche secondo prima che il caffè raggiunga il canale di fuoriuscita e iniettarsi nel vano ottagonale della caffettiera, l'aroma della tostatura raggiunge il suo punto massimo, liberando nell'aria l'esatto piacere che è insito nella parola "caffè".Poso la tazzina sul lavabo, apro l'acqua e faccio un giro sulle pareti con il dito indice.
Lo zucchero incollato sul fondo mi disgusta.
Chiudo la giacca e metto a tracolla la borsa, dua mandate alla porta e le scale le faccio a saltelli.
Guardo l'orologio e mi domando se il tempo che ho stimato per arrivare sia sufficiente e se il calcolo fatto comprenda in maniera utile i possibili ritardi e inconvenienti.
Mi incammino lungo il vialetto.
Ritorno
Ad ogni fanale rosso che si illumina immagino la contrazione nervosa che spinge il guidatore a sollevare il piede e flettere la suola della scarpa sul freno.
Sempre lo stesso, lo stesso ritmico movimento, scaglionato in ordine di distanza, a ricaduta.
Un semplice, meccanico, ritmico gesto che evita a due veicoli di toccarsi, di urtarsi, di rovinarsi in pochi secondi e far scivolare i suoi guidatori in un dopocena di dispiacere e fastidio al pensiero dei danni recati o subiti.
Il colore rosso non è un caso.
Il rumore della fermata prenotata sveglia una signora di mezza età, da sotto il cappotto scorgo quello che dovrebbe essere un camice, immagino da cassiera e che immagino lessata da ‘bip' dei codici a barre.
La prossima è la mia e sollevo con una mano le due buste, ma decido di non suonare, dovrebbe fermarsi lo stesso.
Fermo
Fermo le persiane ai ganci, prima l'una poi l'altra e avvicino lo sgabello alla finestra.
L'aria del tramonto è ancora fredda e ne tiro su un respiro pieno.
Abito in alto, con vista antenne e panni stesi. Ondeggia una fila di federe colorate e tre file intere di calzini: bianchi, blu e neri.
Il gelsomino del vialetto si confonde con il brodo di qualche cucina, una di quelle lì davanti, una di quelle dove si cena presto. Seguo la scia d'un aereo ma all'inizio è già nuvole.
Un lampione balbetta una luce arancione.
Sbadiglio credo insieme ad un latrato lontano di cane.
Il lampione, con la necessaria dose di coraggio, ha deciso di rimanere acceso.
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