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GIULIA ARANCIO

di Alessandro Carbone

Giulia masticava rumorosamente, con la faccia fissa al soffitto.

Distesa sul letto, con il lenzuolo arruffato ai bordi e tra le dita la carta della gomma all'arancio.

Stava così già da un po' . Masticando rumorosamente distesa sul letto, fissando il soffitto. Giulia pensava.

Gettò su pavimento la carta e con entrambe le mani si sfregò gli occhi.

Rotolò fuori dal materasso, aprì l'anta dell' armadio e si guardò nello specchio.

Era già una donna?

La mamma e la zia già gli avevano fatto gli auguri due anni fa.

Dopo la prima mestruazione. Un gran discorso, gli abbracci e quello schiaffo dato per tradizione. Giulia non aveva capito un granchè, solo che era un gran rottura e che non potevi fare il bagno quando veniva.

Giulia sfilò via la maglietta e gonfio il petto.

Con le mani si carezzò il seno, poi ne saggiò la consistenza e il volume.

Quello faceva di una donna una donna. Una donna vera.

Così le avevano detto le sue amiche.

Qualcuna metteva addirittura dei fazzoletti nei reggiseno.

“Perché se no i ragazzi neanche ti guardano” .

Giulia masticava rumorosamente.

Richiuse l'armadio e si tuffo sul cuscino.

Dalla finestra aperta il sole caldo le carezzava la schiena.

 








     
 
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