Home >Memorie>Storie>Un cane di plastica cinese
     
Chi siamo
Lo Statuto
Contattaci
Ospitiamo
Dicono di noi
Link Utili
Quelli imminenti
Quelli accaduti
Quelli da pensare
Approfondimenti
La Banda del Circo
Storie
Immagini
Audio
Video
Esperimentazioni


E-MAIL


 
 


UN CANE DI PLASTICA CINESE

di Alessandro Carbone

Sono un cane . Un cane di plastica. Un cane di plastica cinese, Taiwan, per la precisione.

Così c'è scritto sotto la mia pancia.

Sono un cane di plastica di Taiwan e lavoro su di una scrivania.

La sorveglio, per la precisione.

Mi piace il mio lavoro, devo avere a mente l'esatta posizione di tutti gli oggetti che il padrone mi affida: penne, carte, calendari, agende e riviste.

Cose molto importanti.

Ma presto particolare attenzione al Signor Telefono e a sua moglie, Segreteria.

Loro sono diversi. Con loro il padrone parla e discute, e loro gli rispondono. Ora in un modo, ora in altro.

No, con me il padrone non parla, ma non mi dispiace, sono cose da cani di pezza quelle.

Io ho altro a cui pensare. Responsabilità.

Una volta al mio padrone è sfuggita una matita di mano che ha incominciato a rotolare verso il bordo.

Ma io ero lì, a due zampe dal niente e la matita si è fermata sotto di me.

Forse quella è stata l'unica volta che il mio padrone si è rivolto a me, dicendomi: “Benfatto!”

Soltanto il mio dovere. Faccio soltanto il mio dovere.

Sono un cane di plastica io.

Un cane di plastica cinese di Taiwan, per la precisione.

 









     
 
©2006 Reading Circus - Tutti i diritti sono riservati.