
CAMILLA INTORNO
di Alessandro Carbone
C'è chi dipinge per metter fuori quello che tiene dentro e chi dipinge per metter dentro quello che sente fuori.
Camilla ad un passo dalla tela usava il pennello come ponte, scivolava dentro quei tratti, quasi a fermarsi sul quadro, come davanti ad una finestra.
Solo Camilla sapeva se stesse guardando da dentro verso fuori o da fuori verso dentro.
Camilla era ad una passo dalla sua finestra ed il bianco era finito, se ne era accorta quando premendo sul tubetto il pennello restò asciutto.
“L'arte è costellata da regole ferree, se vuoi che un quadro carezzi i colori vanno annegati nel bianco”. Gli venne in mente questa frase di Bob Winters mentre faceva cadere il tubetto nel cestino.
Annegare nel bianco. Camilla non credeva a queste cazzate ma il bianco le serviva.
Mosse appena un sopracciglio, raccolse i capelli intorno ad una matita e si accovacciò a terra.
Il pacchetto era lì. Sbuffò una nuvola bianca di fumo poi rannicchiò le gambe al petto e affondò la testa tra le ginocchia.
Dalla parete della libreria una foto in bianco e nero la ritraeva bambina e distratta, con gli occhi altrove e le mani intorno ad una bambola sorridente.
Tirò su un altro pieno d'aria bianca, poi spense la sigaretta sulla gamba del cavalletto.
Raggiunse con gli occhi il telefono e lo fissò. Si sdraiò sul divano, sfilò la matita dai capelli e compose il numero.
Con una mano Camilla si carezzava la fronte finendo per inanellarsi qualche ciocca di capelli.
<Pronto?> Una voce maschile ripose al segnale d'attesa del telefono.
<Ciao sono io, volevo solo dirti che è finita, è l'ultima volta che ti chiamo, te lo volevo dire per correttezza.>
<Scusa Camy, aspetta un attimo, ho sotto un'altra chiamata, un secondo e torno da te.>
La bocca di Camilla si contrasse come una ferita nell' acqua di mare.
<No, non hai capito, non aspetto più niente, stammi bene, ciao.>
<Camilla...>
Camilla spense il telefono e lo lasciò cadere tra le pieghe dei cuscini.
Due righe di rimmel le sciavano lungo le guance.
Riannodò i capelli alla matita ed entrò nel bagno, ne riuscì con il rimmel al posto giusto.
Infilo' la giacca, liberò i capelli dalla matita ed uscì a comprare un altro tubetto di bianco.
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