
GENTE D'IRLANDA - Fiabe e raconti tra il sacro e il profano [locandina]
Un progetto di Alessandro Carbone in collaborazione con Domenico Davide
Voci narranti di Alessandro Carbone e Annamaria Spalloni
Musiciste Francesca Fabris, Katia Onori, Lucrezia Testa Iannilli (F.I.M.)
Nessuno come il popolo irlandese ha consegnato la propria essenza culturale alla tradizione della narrazione orale. Per millenni l'Irlanda ha conservato la propria memoria storica all'interno dei suoi racconti popolari, delle saghe epiche e delle fiabe. Quasi fosse necessario alimentare una catena, un filo che tenesse legata insieme la terra e i suoi abitanti. Raccontare il cuore della cultura irlandese significa raccontare la storia di una contraddizione che affascina e fa riflettere sul significato della convivenza umana.
Elfi, nani, gnomi, fate, druidi, sono la rappresentazione di un mondo ‘altro’ che si intreccia spesso nella vita quotidiana degli uomini. Il confine tra sacro e profano è una linea che in Irlanda è difficile tracciare con mano ferma, l’impasto tra la cultura celtica e il cristianesimo ha dato vita a scenari meravigliosi e inquieti allo stesso tempo.
La storia di “Ériu” è la storia di molte invasioni, lotte intestine, guerre civili e guerre d’indipendenza, è la storia di una convivenza difficile che è arrivata sino al III millennio con un bagaglio di migliaia di morti e folli atti terroristici. Sono forse le fiabe un tentativo di ‘salvezza’ o ‘esorcizzazione’ da quello che sembra per l’Irlanda un destino segnato fin dai suoi primordi? C’è forse un legame tra la leggenda di Tuan Mac Cairill raccontata nella fiabe più antiche e la storia di Bobby Sands illustrata dall’I.R.A. sui murales di Belfast?
Nella notte che i per i Cristiani è “Halloween” e che per i Celti fu il “Samain”, nella notte che apre la porta tra il sacro e il profano e tra la vita e la morte, in questa notte di confine, cercheremo di raccontarvi un angolo della ‘terribile bellezza’ d’Irlanda.

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